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Chiesa ortodossa
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La mweaChiesa ortodossa, ufficialmente mweqChiesa Apostolica Ortodossa, è la seconda mwegChiesa mwewcristiana più grande del mondo, arrivando a contare circa 220 milioni di fedeli mwfabattezzati. Essa opera come una mwfqcomunione di chiese mwfgautocefale, cioè il cui capo non riconosce alcuna autorità religiosa in terra al di sopra di sé, ciascuna governata dai propri mwfwvescovi nei mwgasinodi locali. La chiesa ortodossa non è dotata di un'autorità dottrinale o governativa centrale analoga al mwgqvescovo di Roma (il mwggsommo pontefice); tuttavia, il mwgwpatriarca ecumenico di Costantinopoli è riconosciuto da tutti i vescovi come mwhamwhqprimus inter pares ("primo tra pari").
Essendo una delle più antiche istituzioni religiose al mondo ancora esistenti, la Chiesa ortodossa ha ricoperto un ruolo di primo piano nella mwhwstoria del cristianesimo e, più in generale, in quella di tutta l'mwiaEuropa orientale e mwiqsud-orientale, del mwigCaucaso e del mwiwVicino Oriente, plasmandone la cultura e la società. Ancora oggi la fede ortodossa ha un ruolo di spicco nei Paesi a maggioranza ortodossa sia nella società che nella politica.
La mwjqteologia ortodossa si basa sulla mwjgsanta tradizione, che incorpora i decreti mwjwdogmatici elaborati nei mwkasette concili ecumenici, le mwkqScritture (che sono ritenute parte della tradizione della Chiesa e non un elemento separato come a volte nel mwkgcristianesimo occidentale, sia mwkwcattolico che mwlaprotestante) e l'insegnamento dei mwlqpadri della Chiesa. La Chiesa ortodossa afferma di essere «una, santa, cattolica e apostolica», fondata da mwlgGesù Cristo nella sua mwlwGrande Missione e che i suoi vescovi sono i successori degli mwmaapostoli. Essa, inoltre, sostiene di essere depositaria della fede cristiana originaria, come tramandata dalla santa tradizione.
I cristiani ortodossi riconoscono i sette mwmgsacramenti maggiori, di cui l'mwmwEucaristia è il principale, celebrati liturgicamente in mwnasinassi. La chiesa insegna che attraverso la mwnqconsacrazione mwnginvocata da un mwnwsacerdote, il pane e il vino sacrificali diventano il corpo e il sangue di Cristo (mwoatransustanziazione) anche se l'argomento è trattato con un atteggiamento più mistico che legalistico. La mwoqVergine Maria è venerata nella Chiesa ortodossa come Madre di Dio, «mwogTheotókos» e onorata nelle devozioni e nelle icone.
La Chiesa ortodossa condivise la mwpacomunione con la mwpqChiesa cattolica romana fino allo mwpgscisma foziano (863–867) e poi al mwpwGrande Scisma, definitivo, del 1054, che fu il culmine delle secolari controversie tra oriente e occidente su questioni teologiche, politiche e culturali, in particolare sull'autorità pontificia. Prima del mwqaconcilio di Efeso nel 431 d.C., anche la mwqqChiesa d'Oriente condivideva tale comunione, così come le varie mwqgChiese ortodosse orientali prima del mwqwconcilio di Calcedonia nel 451 d.C., tutte poi separate principalmente per via di alcune differenze riguardanti la mwracristologia (differenze tra mwrqmiafisismo e mwrgdiofisismo).
La maggior parte dei cristiani ortodossi vive principalmente nell'mwsaEuropa sud-orientale e mwsqorientale, a mwsgCipro, in mwswGeorgia e in parti della regione del mwtaCaucaso, in mwtqSiberia e nell'mwtgEstremo Oriente russo; anche in mwtwMedio Oriente ci sono comunità storiche (mwuaLibano, mwuqSiria e mwugPalestina). Circa la metà dei cristiani ortodossi orientali vive nelle nazioni appartenenti nell'ex mwuwUnione Sovietica, principalmente in mwvaRussia. Vi sono comunità anche nelle ex regioni mwvqbizantine dell'mwvgAfrica, nel mwvwMediterraneo orientale e nel mwwaMedio Oriente, tuttavia in costante diminuzione a causa delle persecuzioni religiose e politiche.
Alcune comunità sono presenti anche in molte altre parti del mondo, in particolare in mwwgNord America, nell'mwwwEuropa occidentale e in mwxaAustralia, formatesi attraverso la mwxqdiaspora, le conversioni e l'mwxgazione missionaria. I suoi mwxwpatriarcati, che ricordano la mwyapentarchia, e le altre chiese autocefale e autonome, riflettono una varietà di organizzazione gerarchica.
Contents
• Salvezza
• Note
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Denominazioni
Come è indicato nelle pubblicazioni del Dipartimento di Statistiche delle Nazioni Unite, le denominazioni usate dai vari stati per indicare le religioni non sono uniformi. Così i cattolici sono identificati come "cattolici" in mwzaPortogallo, ma "cattolici romani" in mwzqGermania,cite-ref-un-1-0[1] e il termine "ortodosso", che in mwagEtiopia indica soprattutto appartenenza alla mwawChiesa ortodossa etiope,cite-ref-un-1-1[1] una delle mwcaChiese ortodosse orientali,cite-ref-cmc-2-0[2] in mwdqRomania indica soprattutto l'essere membri della mwdgChiesa ortodossa romena,cite-ref-un-1-2[1] una delle Chiese che in mwewinglese e mwfatedesco sono anch'esse chiamate orientali (usando però mwfqEastern, un vocabolo distinto da mwfgOriental, anche se sinonimo),cite-ref-3[3] ma che in lingue che non dispongono di una simile coppia di sinonimi sono chiamate bizantinecite-ref-4[4] o calcedonesi.cite-ref-5[5] Queste ultime lingue attualmente riservano l'aggettivo "orientali" per le Chiese che non accettano il mwiwconcilio di Calcedonia.cite-ref-cmc-2-1[2]
Origini e significato di "ortodossia"
Si può datare la nascita dell'mwlaOrtodossia, in senso generale, intorno al mwlqIV secolo, quando il cristianesimo comincia ad allontanarsi dal paradigma mwlggiudaico-cristiano e comincia a tenere i primi mwlwconcili (il primo è stato il mwmaconcilio di Gerusalemme).
«Il termine “ortodossia”, di origine greca, significa letteralmente “retta dottrina”. A questo significato primario la tradizione ecclesiale orientale ne aggiunge un secondo, complementare al primo, quello di “retta glorificazione”. I due significati esprimono la medesima realtà, cioè la professione della retta fede cristiana, sia essa formulata sul piano concettuale (
dottrina
) o celebrata nella
liturgia
della
Chiesa
(glorificazione).
»
A partire dal quarto secolo del mwoacristianesimo, quando la Chiesa era denominata "cattolica" (con il significato greco mwoq"universale" non cattolico romano) nel credo niceno-costantinopolitano e negli atti ufficiali degli imperatori romani (vedi mwogeditto di Tessalonica), anche il termine "ortodossia" entrò nell'uso cristiano (si trova negli scritti di mwowEusebio di Cesarea, di mwpaGiulio I, di mwpqAtanasio di Alessandria, di mwpgBasilio Magno e nel mwpwV secolo negli atti del mwqaconcilio di Efeso e del mwqqconcilio di Calcedonia)cite-ref-7[7] per esprimere l'adesione piena al messaggio evangelico originario di mwrgGesù Cristo trasmesso dagli mwrwapostoli, senza le aggiunte, amputazioni e mutazioni delle mwsaeresie. Ortodosso deriva dal mwsqgreco "Orthodoxos" ovvero "che segue il mwsgdogma/verità".
Si definiscono come ortodosse quasi tutte le Chiese cristiane. Nel mwtacanone romano della messa i sacerdoti cattolici della mwtqChiesa latina pregano in unione con "famulo tuo Papa nostro N. et Antistite nostro N. et omnibus mwtgorthodoxis atque catholicae et apostolicae fidei cultoribus".cite-ref-8[8] La maggior parte di quella famiglia di Chiese alle quali si dà oggi il nome di "mwuwChiese ortodosse orientali", e che agli occhi della Chiesa ortodossa sono eterodosse per avere rigettato il concilio di Calcedonia, mettono l'aggettivo "ortodossa" nel proprio nome (per esempio la mwvaChiesa ortodossa copta e la mwvqChiesa ortodossa siriaca).cite-ref-9[9]
Il termine "mwwwortodossia" diventa di uso comune per indicare precisamente la Chiesa ortodossa solo a partire dallo mwxaScisma d'Oriente del 1054, allo scopo di distinguerla dalla Chiesa cattolica romana.
L'ortodossia, in senso confessionale, è rappresentata in massima parte da una serie di Chiese nazionali mwxgautocefale. Queste hanno un loro sinodo e un loro primate, e pur essendo in piena comunione sacramentale e canonica tra loro, agiscono indipendentemente l'una dall'altra dal punto di vista amministrativo. Vi sono anche Chiese autonome o semiautonome che hanno un notevole grado di autogoverno, ma non possono definirsi autogovernantesi innanzitutto perché l'elezione del loro primate viene formalmente approvata dal sinodo della Chiesa autocefala da cui dipendono, che in genere è il patriarcato che le ha generate.
Va tuttavia specificato che non mancano all'interno dell'ecumene ortodossa tutta una serie di situazioni oggetto di controversie giurisdizionali, talora tali da porre in crisi la comunione di qualche particolare realtà. Specie in mancanza di un arbitrato patriarcale. Ciò può dipendere da conflitti legati a svariati motivi. Ci sono casi di controversia per l'mwyaautodeterminazione nazionale di un popolo (come nel caso delle Chiese ortodosse bielorussa e montenegrina, per ora, e che quindi non sono in comunione con le principali Chiese ortodosse), nel caso in cui il relativo patriarcato, per suoi motivi, non voglia concederla.
Chiesa ortodossa e Chiese ortodosse
L'autore della voce "ortodossa, Chiesa" dell'Enciclopedia online Treccani afferma: "In epoca contemporanea si può parlare di un'unica Chiesa ortodossa solo in senso improprio, perché nelle Chiese orientali non vi è un unico vicario, come il pontefice nella Chiesa cattolica".cite-ref-10[10] Afferma inoltre che la collettività delle Chiese ortodosse mwzwautocefale e autonome (delle quali queste ultime si riconoscono parti delle rispettive Chiese autocefale dalle quali dipendono) si considera "un unico organismo". Similmente, le diverse mw0aChiese sui iuris cattoliche sono distinte (e a volte in conflitto su questioni giurisdizionali)cite-ref-11[11] e si riconoscono componenti dell'unico organismo che è l'unica mw1qChiesa cattolica.
È di tale "unico organismo", sia Chiesa ortodossa che Chiesa cattolica, che si tratta quando si considerano questioni dottrinali. Si parla al singolare della dottrina della (unica) Chiesa ortodossa, non delle dottrine delle diverse Chiese ortodosse. Tutti i gruppi nazionali che formano la Chiesa ortodossa condividono la stessa fede, obbediscono allo stesso corpo di canoni sacri e celebrano la stessa mw1wliturgia bizantina.cite-ref-12[12] L'unico organismo della Chiesa ortodossa partecipa come tale nelle relazioni con le altre mw3aChiese cristiane.cite-ref-13[13]cite-ref-14[14]
I nomi "Chiesa greco-ortodossa", "russo-ortodossa", "siro-ortodossa", "serbo-ortodossa", "romeno-ortodossa", ecc. sono tutti nomi dell'unica e identica Chiesa che mantiene l'unica e identica fede e mw5gprassi: le differenze culturali che esistono dentro di queste chiese non toccano l'essenza della fede come tale.cite-ref-nome-15-0[15]
Questa comunione di Chiese riconosce un mw7aprimato d'onore alla sede vescovile di mw7qCostantinopoli, costituita patriarcale dal 381, e definitasi "mw7gecumenica" in un mw7wsinodo tenuto a Costantinopoli nel 587, nonostante le proteste romane.cite-ref-16[16]cite-ref-17[17] Il patriarcato di Costantinopoli, peraltro, era già stato promosso nella mw-agerarchia delle sedi patriarcali da parte del mw-qconcilio di Calcedonia del 451, che in un mw-gcanone (rigettato da mw-wpapa Leone I e la cui validità è contestata anche da alcuni ortodossicite-ref-18[18]) concesse "alla sede della santissima mwaqanuova Roma, onorata di avere l'mwaqeimperatore e il mwaqisenato, e che gode di privilegi uguali a quelli dell'antica città imperiale di Roma, eguali privilegi anche nel campo ecclesiastico, e che fosse seconda dopo di quella";cite-ref-19[19] Costantinopoli veniva così elevata al di sopra delle sedi di Alessandria e Antiochia, le cui prerogative erano riconosciute a partire dal mwaqcconcilio di Nicea I (325).cite-ref-20[20] Più tardi, con lo scisma del 1054, dal momento che la sede di Roma non era più in comunione con le Chiese unite con quella di Costantinopoli, il primato d'onore - ma non di giurisdizione - venne attribuito da queste appunto a Costantinopoli.
Le Chiese ortodosse più conosciute sono la mwaq0Chiesa ortodossa greca, mwaq4Chiesa ortodossa russa e la mwaq8Chiesa ortodossa serba riconosciute dal mwarapatriarcato ecumenico di Costantinopoli rispettivamente nel 1850, 988 e nel 1054. Di queste la seconda è numericamente maggiore. Nel suo complesso, la Chiesa ortodossa, sia euro-orientale sia medio-orientale, ecc., è per dimensioni la terza maggiore confessione cristiana: contando 250 milioni di fedeli in tutto il mondo (di cui 52 milioni nelle chiese cosiddette canoniche di rito bizantino), anche se in larga prevalenza nei paesi dell'mwareEuropa orientale, ora per opera dei fenomeni di immigrazione anche diffusa in Europa e in tutto l'Occidente.
Storia della Chiesa ortodossa
L'inizio della Chiesa ortodossa viene fatto risalire all'atto di Gesù che, nel chiamare i suoi mwarqapostoli, l'avrebbe fondata.cite-ref-21[21] All'inizio poi del mwarkIV secolo, il riconoscimento e legalizzazione del cristianesimo da parte dell'mwaroImpero romano comportò una tendenza di uniformare e centralizzare la Chiesa con l'assistenza del potere politico, e la sua conseguente divisione secondo l'accettazione o il rifiuto degli sviluppi concreti di tale tendenza. Di questo la prima grande manifestazione fu lo scisma che seguì il mwarsconcilio di Calcedonia del 451 e che portò alla distinzione tra quelle chiese che l'accettarono e quelle, oggi chiamate anche mwarwChiese ortodosse orientali, che lo rigettarono.cite-ref-22[22]
L'attualmente esistente scissione fra la Chiesa ortodossa e mwasiChiesa cattolica è chiamata a volte il mwasmGrande Scisma, termine però applicato anche al già menzionato scisma concernente il concilio di Calcedonia e al più recente mwasqscisma interno della Chiesa cattolica che durò quasi 40 anni dal 1378 al 1417.cite-ref-23[23]cite-ref-24[24]cite-ref-25[25]
Prima dello scisma fra Chiesa ortodossa e Chiesa cattolica, quando cioè erano una stessa e identica realtà, le controversie teologiche che si agitavano da secoli potevano essere in qualche modo ridimensionate, come fece mwatiMassimo il Confessore nel mwatmVII secolo, durante la controversia mwatqmonotelita, dando una interpretazione completamente tradizionale anche alla controversa dottrina del mwatumwatyFilioque che allora cominciava a farsi notare.
L'ancora oggi perdurante scisma fra le mwatgsedi di mwatkRoma e di mwatoCostantinopoli, di cui solitamente si attribuisce l'inizio all'anno 1054, fu preceduto da alcune temporanee interruzioni di comunione. La prima fu lo mwatsscisma acaciano (484–519), "che in certo modo consacrò e organizzò l'autonomia bizantina, quale si attuerà in tempi ulteriori".cite-ref-26[26] Nel 863–867 c'è stato lo mwauascisma foziano. Altre controversie pure disturbavano le relazioni fra Roma e Costantinopoli ma, a giudizio di Friedrich Kempf sarebbe temerario classificare tali avvenimenti come scismi, così come pure "potrebbe essere semplicemente una conseguenza del rapido succedersi dei papi il fatto che poco a poco si tralasciò nella liturgia bizantina la menzione esplicita di questi papi".cite-ref-27[27]
Fra le cause dell'esistente scisma si può menzionare la contestazione da parte del patriarca "ecumenico" mwauyMichele I Cerulario nei confronti di questioni da lui ritenute innovazioni o eresie della Chiesa latina, come l'uso per l'mwaucEucaristia del mwaugpane azzimo invece del lievitato, la soppressione dell'alleluia nella quaresima, l'uso di digiunare al sabato, l'uso di radersi la barba, il mwaukcelibato ecclesiastico obbligatorio.cite-ref-28[28] Ebbe influsso anche l'antagonismo fra l'mwau4Impero bizantino e il nuovo mwau8impero di mwavaCarlo Magno e dei mwaveFranchi. E c'entravano pure le rivalità giurisdizionali sulle popolazioni slave in via di conversione al cristianesimo e per il ripristino della giurisdizione ecclesiastica del mwavipapa sui territori nel mwavmsud dell'Italia e nei mwavqBalcani passati al patriarcato di Costantinopoli dall'imperatore mwavuLeone III Isaurico come punizione dell'opposizione papale alla sua politica mwavyiconoclasta, territori però di cui l'Impero bizantino stava perdendo sempre più il possesso.cite-ref-29[29] Nel 1054 successe a Costantinopoli uno scontro fra due personalità tempestuose, il patriarca Michele Cerulario e mwavsUmberto di Silva Candida, capo di una legazione pontificia, alla conclusione del quale questi scomunicò il patriarca e i suoi sostenitori e il patriarca scomunicò i legati e chiunque li appoggiasse.cite-ref-30[30]
Secondo Charles A. Frazee, la vera data dell'inizio dello scisma fra la Chiesa ortodossa e la cattolica è 1755, data del decreto patriarcale che dichiarò invalido il battesimo amministrato dai mwaweLatini: mentre le dispute giurisdizionali possono esistere dentro di una Chiesa unica, negare la validità sacramentale è una rottura di carattere essenziale.cite-ref-31[31]cite-ref-32[32]cite-ref-meyendorff-33-0[33]
L'ostilità reciproca era stata già fomentata dal mwaw8massacro dei Latini di Costantinopoli nel 1182 e dal mwaxasacco della stessa città nel 1204 nel quadro della mwaxequarta crociata, grazie alla deviazione su Costantinopoli a richiesta di un pretendente al trono bizantino e alla reazione aggressiva di mwaxiVenezia per il mancato pagamento. Fu a motivo della pressione esercitata dalla popolazione greca di Costantinopoli, di atteggiamento violentemente anti-Latino, che fu adottato il decreto del 1755, nonostante l'opposizione di alcuni vescovi ortodossi.cite-ref-meyendorff-33-1[33]
Quelle chiese alle quali si applica in questo articolo il termine "Chiesa ortodossa", e che dopo il mwaxgconcilio di Calcedonia (451) avevano già sofferto la scissione con le mwaxkChiese ortodosse orientali, hanno così cominciato a riservare a sé il termine "ortodossia", pur senza rinunciare anche alla nozione di "cattolicità" prevista dal Credo niceno-costantinopolitano. Ciò deriva dal fatto che le Chiese di tradizione bizantina ritengono che solo nell'Ortodossia, e cioè in sé stesse, debba sussistere la "Chiesa universale" fondata da mwaxoCristo. Di cui affermano di incarnare la continuità e a cui appartengono tutti i mwaxsveri battezzati. Per tali ragioni gli ortodossi, come di contro i cattolici, si percepiscono come i custodi dell'originale mwaxwcristianità apostolica.
Rispetto alla mwax4Chiesa cattolica o Chiesa cattolica romana,cite-ref-34[34] la Chiesa bizantina non riconosce, oltre al primato papale di mwaymgiurisdizione, la dottrina cattolica concernente il mwayqpurgatorio (che non include le nozioni popolari di fuoco e di luogo),cite-ref-35[35] la processione dello Spirito Santo anche dal Figlio, l'mwaykImmacolata Concezione, l'mwayoAssunzione di Maria e tutte le altre dottrine definite dalla Chiesa cattolica dopo il 1054. La Chiesa bizantina, inoltre, differisce dalla Chiesa latina in quanto non ammette la mwaysgrazia creata ma, piuttosto, crede che l'uomo sia reso partecipe delle energie divine increate. Le "differenze" arrivano fino all'uso o meno delle sedie in chiesa.
A livello pratico, la Chiesa bizantina pratica in massima parte il mway0rito bizantino, amministra il mway4battesimo per immersione, offre l'mway8eucaristia ai fedeli con pane lievitato e vino in un cucchiaio. Come fanno anche alcune mwazaChiese orientali cattoliche (non necessariamente di rito bizantino), mwazeChiese ortodosse orientali e chiese della tradizione della mwaziChiesa d'Oriente, la Chiesa ortodossa ammette uomini sposati agli ordini del diaconato e del presbiterato, ma non all'episcopato, e non permette il matrimonio ai chierici già ordinati. Sceglie i vescovi fra i monaci, vincolati dal voto di castità.
Fede e principi religiosi
Le fonti fondamentali degli insegnamenti della Chiesa ortodossa sono:
1. La mwaaaBibbia
2. La mwaaiSacra Tradizione
4. Le decisioni dei mwaayConcili canonici concernenti la fede
5. I discorsi composti in epoche di dispute e di scismi, particolarmente del mwaagGrande Scisma
6. I discorsi che criticano gli errori del mwaaoprotestantesimo e della mwaasChiesa cattolica romanacite-ref-38[38]
La Trinità
Tutti i cristiani ortodossi credono in mwab8un solo Dio in mwacatre persone: mwacePadre, mwaciFiglio e mwacmSpirito Santo, "uno in essenza e indiviso". Per quanto riguarda il rapporto tra Dio e la creazione, i teologi bizantini distinguono fra l'essenza eterna di Dio e le "energie increate"; si tratta di una dottrina presente già in mwacqpadri della Chiesa come mwacusan Basilio o sant'mwacyAtanasio di Alessandria, ma esplicitata in modo organico da san mwaccGregorio Palamas nel mwacgXIV secolo. L'essenza divina è inconoscibile alle creature (che siano uomini o mwackangeli), mentre le energie o atti divini increati possono essere conosciuti attraverso l'esperienza e sono la via attraverso la quale Dio comunica all'uomo e l'uomo raggiunge la mwacothéosis o deificazione. Naturalmente sia l'essenza sia le energie sono inseparabilmente Dio; questa distinzione è tuttavia usata per spiegare come Dio possa essere assolutamente mwacstrascendente e allo stesso tempo agire all'interno della Creazionecite-ref-40[40]
Il Padre è la "persona" o mwadeipostasi fonte della divinità (in ambito teologico si parla di "monarchia del Padre", dal mwadigreco mwadmmònos, solo e mwadqarché, principio), che si caratterizza per essere ingenerato; il Figlio è generato (ma non creato) eternamente dal Padre e lo Spirito Santo procede eternamente dal Padre (Gv. 15, 26). Ingenerazione, generazione e processione sono le caratteristiche che individuano le tre diverse ipostasi della Trinità, secondo i dettami dei padri del mwaduprimo concilio di Nicea (325) e di quello di mwadyCostantinopoli (381), che hanno su questa base formulato il mwadcSimbolo di fede (mwadgCredo niceno-costantinopolitano)cite-ref-41[41] cui la Chiesa ortodossa è rimasta fedele sia nella formula sia nella sostanza.
Rispetto alla Chiesa romana, quindi, si ritiene di avere in quest'ambito "due differenze sostanziali". La prima è la mwad4processione dello Spirito Santo. I teologi ortodossi dicono che "procede solo dal Padre", o tutt'al più - in quanto energia comune alla Trinità - "procede dal Padre attraverso il Figlio", secondo l'espressione del mwad8Secondo concilio ecumenico di Nicea (l'ultimo in comune fra Occidente e Oriente). Il valore conciliare delle due espressioni le identifica come Fede comune e quindi infallibile. I teologi occidentali, seguendo la definizione del papa mwaeaLeone Magno nel 447 (che ha portato all'aggiunta del mwaeemwaeiFilioque al Credo), dicono che lo Spirito procede "anche dal Figlio" (mwaemmwaeqFilioque)cite-ref-42[42] e "attraverso il Figlio".cite-ref-43[43] Questa secondo gli "ortodossi" introdurrebbe una "deviazione nel piano della processione eterna dello Spirito dal Padre" (cioè la "generazione" dello Spirito in quanto persona dal solo Padre, prospettiva teologica), "confondendolo con quello dell'invio dello Spirito nel mondo" (cioè l'irradiazione dell'energia salvifica dello Spirito nel mondo; prospettiva ecumenica)cite-ref-44[44].
La seconda differenza riguarda la "natura delle energie divine": per gli ortodossi esse "sono increate", per i cattolici "sono invece create" da Dio. Da ciò consegue anche una diversa comprensione della mwafibeatitudine dei mwafmsanti: essi partecipano all'essenza di Dio secondo i cattolici e alle energie divine secondo gli orientali.
Salvezza
L'uomo fu originariamente creato perfetto, ma libero di scegliere il mwafgbene o il mwafkmale; attraverso le sue azioni abbracciò la malvagità. A causa della sua caduta, egli si condannò all'mwafoInferno; si crede che da mwafsAdamo a san mwafwGiovanni Battista tutti gli uomini restarono in un luogo separato da Dio. Ma quando venne al mondo mwaf0Gesù, egli stesso fu contemporaneamente uomo perfetto e Dio perfetto. Attraverso la sua partecipazione all'umanità, la natura umana fu cambiata, permettendo agli esseri umani di partecipare alla natura divina. Questo processo di cambiamento avvenne anche retroattivamente, fino all'inizio dei tempi, salvando tutti coloro che erano venuti prima, fino ad Adamo. La salvezza, perciò, si riferisce a questo processo di riavvicinamento a Dio.
Il traguardo finale dell'ortodossia è la mwaf8theosis, o unione con Dio, stato nel quale l'uomo si deifica per grazia divina. Questo è ben sintetizzato dal detto di sant'Atanasio di Alessandria: "Dio è divenuto Uomo affinché l'Uomo possa divenire Dio". Questo processo di cambiamento è un traguardo che, sulla terra, è raramente raggiunto dagli uomini, anche se alcuni lo hanno sperimentato. Certamente, l'individuo che raggiunge la deificazione (la mwagatheosis) non capisce totalmente cosa gli sia successo a causa della sua umiltà perfetta che lo rende totalmente estraneo all'orgoglio.
Tradizione
L'ortodossia, oltre alla Sacra Scrittura, si basa anche sulla mwagoTradizione - un termine vasto che comprende la Bibbia, il Credo, le dottrine dei mwagsconcili ecumenici (di cui riconosce soltanto i primi sette, perché comuni), gli scritti dei "padri della Chiesa", le leggi ortodosse (canoni), i libri liturgici, le icone, ecc.
Affidandosi alla tradizione, gli ortodossi citano mwag0san Paolo, (l'apostolo delle genti, sepolto a Roma sotto l'omonima basilica costantiniana): "Così dunque, fratelli, state saldi e ritenete gli insegnamenti che vi abbiamo trasmessi sia con la parola, sia con una nostra lettera." (mwag4mwag8Seconda lettera ai Tessalonicesi 2:15). La Chiesa ortodossa crede che lo Spirito Santo lavori attraverso la storia per mostrare costantemente la medesima verità ai membri della Chiesa e che estirpi la falsità in modo che la Verità possa mostrarsi sempre meglio nel cuore dei credenti.
Per questo la tradizione non è tanto e soltanto un insieme di testi e di norme giuridiche o di documenti provenienti da un'autorità, ma una vita che percorre e dà senso alla Chiesa, una vita testimoniata e visibile dall'esempio dei santi asceti, considerati per questo come l'incarnazione della perenne tradizione e la verace espressione della fede ortodossa.
Questo aspetto peculiare all'ortodossia sottolinea il valore esperienziale e non meramente intellettuale della tradizione. Essa non è mai ritenuta una realtà morta o museale, dal momento che passa attraverso la vita di uomini cambiati dalla fede in Cristo trasmettitori, a loro volta, della novità e della freschezza della fede apostolica e patristica. Quindi la parola di Dio non passa solo tramite la conservazione la trascrizione e la lettura di un libro, ma tramite le persone che rendono testimonianza di Cristo guidati dallo spirito di verità.
La Bibbia
Nell'ortodossia come nel cattolicesimo, la Bibbia è interpretata usando il criterio stabilito dalla esperienza della Chiesa, che proviene, a sua volta, da quanto trasmesso dagli mwahgapostoli nella Chiesa primitiva. Il fedele seguito dal padre spirituale deve quindi operare una maturazione interiore per potere assaporare pian piano i molteplici sensi della Scrittura e il significato che essa ha nella sua vita concreta. Questa maturazione interiore è molto più di una semplice istruzione intellettuale: consiste in un progressivo ingresso del fedele nella vita e nella esperienza della Chiesa, condotto per mano con prudenza e discernimento dal padre spirituale.
Generalmente l'atteggiamento attuale del mwahocristianesimo ortodosso nei confronti della scienza, pur avendo diversi orientamenti con alcuni fedeli che si oppongono a qualche concetto dell'evoluzione alle origini e dello sviluppo della vita, stabilisce una differenza tra il mondo creato (soggetto alle leggi naturali) e il mondo rivelato e increato (soggetto alle leggi divine). Questa differenza, secondo gli ortodossi, eviterebbe il contrasto stridente tra fede e scienza che ha caratterizzato la storia del cristianesimo occidentale. Per questo, secondo alcuni teologi tra cui il prof. mwahsGeorgios Metallinos dell'Università di Atene, il contrasto fede-scienza per l'ortodossia è, piuttosto, uno pseudo-problema più che un problema, non appartenendo realmente alla sua tradizione.
L'ortodossia considera la verità come rintracciabile nel "consenso dei mwah0padri", un evidente filo conduttore di accordo che unisce gli scritti patristici della prima Chiesa e degli apostoli. Coloro i quali si mostrarono in disaccordo con quanto veniva considerato il consenso non vennero accettati come "padri" autentici. Tutti i concetti teologici devono essere in accordo con tale consenso. Anche quelli considerati come "padri" autentici possono avere qualche opinione teologica che non è universalmente condivisa, ma ciò non li rende eretici. Quindi un cristiano ortodosso non è vincolato a essere d'accordo con ogni opinione di ogni padre, ma piuttosto con il consenso complessivo dei padri, e anche qui solo su quelle questioni in cui la Chiesa ha stabilito dei punti dogmatici.
I teologi e i padri del mwah8cristianesimo ortodosso hanno usato nelle loro opere molte espressioni filosofiche greche, forse più di quanto è stato fatto nell'aperto Occidente. Essi presero a prestito alcune categorie e il vocabolario del mwaianeoplatonismo per spiegare la dottrina cristiana, ma lo fecero in modo tale da non contaminare con elementi filosofico-pagani il dato rivelato. Quando questo avveniva si era davanti a un'eresia. Per questo essi non hanno necessariamente accettato tutte le teorie ereditate dal passato. In seguito, alcuni filosofi neoplatonici non-cristiani, presero a loro volta in prestito parte del vocabolario dei teologi cristiani.
Peccato e redenzione
In termini generali, la tradizione ortodossa rifiuta di esprimere la dottrina della redenzione in termini "legalistici" e non concorda con chi si serve di questi termini per esprimere la pratica cristiana. Seguire le regole rigidamente, senza porre il cuore, non aiuta un credente a entrare nel processo della sua salvezza ma lo trasforma, semmai, nel mwaigfariseo condannato da Cristo. Perciò il peccato non riguarda l'infrazione di un certo insieme di regole, esso è, piuttosto, il nome dato a qualsiasi comportamento che "non coglie nel segno", ossia che allontana il credente da Dio invece di avvicinarlo.
Il termine "mwaiopeccato originale" usato dai cattolici è spesso rigettato dagli ortodossi, che usano l'espressione patristica "peccato ancestrale" per indicare la colpa di Adamo ed Eva, le cui conseguenze - cioè la morte fisica e spirituale - si sono abbattute su tutta l'umanità. Partecipi degli effetti collaterali del peccato primordiale, gli esseri umani nascono spiritualmente puri, ma inevitabilmente destinati a far presto i conti col peccato, che è una sorta di "malattia genetica" dell'anima i cui sintomi iniziano a manifestarsi solo col tempo. L'essere umano, per sua natura, alla nascita non è né colpevole del peccato adamitico né totalmente incapace di accogliere Dio: semmai Dio offre a tutti indiscriminatamente la possibilità di accogliere la sua Grazia increata e farsi guarire da Dio.
Infatti, nella tradizione delle Chiese ortodosse, il peccato non è considerato come una macchia dell'anima che deve essere lavata (concetto che porta l'uomo a chiudersi in sé stesso contemplando solo l'immagine di sé), ovvero come un reato da punire, quanto piuttosto, come una malattia che necessita di guarigione, una malattia che disturba il regolare rapporto con Dio, finendo per isolarlo completamente nei suoi criteri egocentrici. Proprio come per le malattie del corpo, la peccaminosità umana necessita di attenzioni e concrete terapie individuali. Lo scopo ultimo di questo processo non è riconquistare il favore di Dio, quanto, piuttosto, rimettersi sulla strada che porta a Dio, riaccendere il contatto dell'uomo con Dio in vista di un suo infinito progresso spirituale in Dio (san mwaiwGregorio di Nissa).
Come per la terapia delle malattie del corpo è necessario un medico che conosca personalmente il paziente e la storia delle sue patologie, così per la terapia del cristiano nell'ortodossia è necessaria la presenza di un padre (o una madre) spirituale, a cui confessarsi e che considera il proprio affidato con la misericordia del padre della parabola del figliol prodigo. Non è necessario che il padre (o la madre) spirituale sia un sacerdote. Solitamente i padri spirituali, appartenendo al monachesimo sono persone ricche di esperienza e di attenzione.
Il cristiano che si affida a loro apre totalmente il suo cuore rivelando anche i pensieri più nascosti ed essi, nella preghiera e con l'aiuto dell'esperienza dei santi, gli cominciano a tracciare un percorso possibile affinché la fede cristiana non sia, per colui che si affida loro, un campo di puri concetti idealistici.
Il fine del padre (o della madre) spirituale non è di tipo morale (fare in modo che il cristiano non pecchi più) quanto piuttosto di tipo spirituale (fare in modo che il cristiano senta la vivida presenza di Dio nella sua vita) e possa rispondere come mwajaGiobbe: "Di Te avevo sentito dire ma ora i miei occhi Ti vedono!". La redenzione comincia a operarsi nel momento in cui è ristabilito questo contatto tra l'uomo e Dio e l'uomo inizia il suo cammino ascendente di trasformazione per il quale è nato.
L'Incarnazione
La motivazione fondamentale per cui Gesù si è incarnato sulla Terra è il "destino" dell'uomo dopo la morte, di essere separato da Dio a causa della caduta di Adamo. Poiché l'uomo aveva introdotto un qualcosa di estraneo nella propria natura partecipando al male mediante la disobbedienza a Dio, l'umanità venne a trovarsi in una posizione terribile e senza via di scampo. L'unica soluzione al problema fu per Dio quella di elevare la natura decaduta dell'uomo, congiungendo la propria natura divina con la nostra natura umana. Dio volle compiere tutto questo mediante l'Incarnazione, divenendo uomo pur continuando a essere Dio. È anche per questo che Cristo Gesù è pure chiamato "mwajsLogos" (in quanto uno dei significati di Logos è quello di soluzione/risposta a un problema).
È assolutamente necessario che noi uomini accettiamo la doppia natura di Cristo, vero Dio e vero uomo. Questo è l'unico modo che abbiamo per poter scampare alla dannazione dell'inferno. L'incarnazione trasforma l'umanità stessa unendola alla Divinità. E ora, grazie a quell'incarnazione, tutto è cambiato. Come scrisse mwaj0san Basilio "Dobbiamo impegnarci con tutte le forze per divenire piccoli dèi in Dio, e piccoli gesucristi in Gesù Cristo", cioè dobbiamo ricercare la perfezione in ogni azione della nostra vita quotidiana, dobbiamo sforzarci di acquisire la virtù divina.
Partecipando alla nostra umanità, Dio rende possibile all'uomo di partecipare alla sua divinità. Pur essendo vero che non potremo diventare "dèi" separati nel senso in cui lo si intende nel paganesimo, parteciperemo comunque alle energie divine increate (che sono inseparabili da Dio stesso) conservando però la nostra individualità. In altre parole: divinizzazione dell'uomo, conseguibile anche in questa vita imitando Cristo.
La Theotokos
Viene inserito anche un importante inno della mwak0divina liturgia in suo onore chiamato mwak4Axion Estin, e cioè "è veramente giusto", inno liturgico che risale a un'icona mariana e a un evento che accadde sul mwak8monte Athos, sottolineando sempre la sua maternità di Dio (mwalaTheotókos).
Gli ortodossi affermano che Maria rimase vergine prima e dopo la nascita di Cristo. Questi, miracolosamente le lasciò la verginità intatta al momento del parto.
Molte delle credenze delle chiese al riguardo della Vergine Maria sono riflesse nel testo apocrifo mwalmmwalqLa natività di Maria, che non venne incluso nelle Scritture, ma è considerato accurato nella sua descrizione degli eventi. Da bambina, Maria venne consacrata all'età di tre anni per servire nel mwalutempio come mwalyvergine.
Zaccaria, allora sommo sacerdote, fece l'inimmaginabile: portò Maria nel "mwalgSanto dei Santi" come segno della sua importanza, poiché lei stessa sarebbe diventata l'arca in cui Dio avrebbe preso forma. All'età di dodici anni, le venne chiesto di rinunciare alla sua posizione e di sposarsi, ma lei desiderò rimanere per sempre vergine, in onore a Dio. Venne così deciso di darla in sposa a un parente stretto, mwalkGiuseppe, suo zio o cugino, un uomo anziano e vedovo, che si sarebbe preso cura di lei e le avrebbe permesso di mantenere la verginità. E fu così che quando giunse il tempo stabilito si sottomise al volere di Dio e permise a Cristo di prendere forma dentro di sé.
Si crede che, nella sua vita, Maria non commise peccato. Tuttavia, l'ortodossia non condivide il mwalsdogma cattolico di mwalwImmacolata concezione (concetto mwal0agostiniano); in altri termini, Maria venne purificata dall'ombra, del pur minimo, peccato ancestrale - umano, totalmente e solo al momento del concepimento di Cristo. Nella teologia della Chiesa ortodossa è molto importante comprendere che Cristo, fin dal momento del concepimento era al tempo stesso Dio perfetto e uomo perfetto. Per questo è corretto dire che Maria è in effetti la mwal4Theotokos, la datrice di vita di Dio. Questo fu oggetto di dibattito cristologico del mwal8IV e mwamaV secolo d.C.
Gli ortodossi sostengono che, dopo il parto, Maria viaggiò molto assieme al Figlio e dopo la sua mwamiresurrezione fu presente anche durante l'mwammascensione al cielo.
Si crede che lei fu la prima a sapere della resurrezione del figlio: l'mwamuarcangelo Gabriele le apparve nuovamente rivelandogliela. Si crede che visse fino all'età di settanta anni e chiamò miracolosamente a sé tutti gli apostoli prima di morire. Secondo la tradizione, mwamysan Tommaso arrivò tardi e non fu presente al momento della morte. Desiderando baciarle la mano un'ultima volta, aprì la tomba, ma la trovò vuota. Gli ortodossi, così come i cattolici, credono che Maria venne assunta in cielo in corpo e in spirito. Tuttavia, gli ortodossi non ne condividono la prescrizione dogmatica. In tal modo, per gli ortodossi viene sottolineata di più la mwamcdormizione di Maria che la sua mwamgassunzione in cielo, ma questa differenza è più formale che sostanziale. Per i cattolici, l'assunzione di Maria è la diretta conseguenza teologica del dogma dell'Immacolata Concezione, dogma che gli ortodossi non sottoscrivono pienamente come se fosse verità rivelata.
Comprensione del termine "mistero"
Il discorso sulla fede posto nelle chiese ortodosse è, per quanto possibile, lineare e logico, nonostante si abbia a che fare con le realtà rivelate che, di loro, sono soprarazionali e non esauribili nella pura logica. D'altronde, un'esposizione senza senso logico potrebbe essere una ragione giustificata per rigettare una credenza. Le credenze rigettate vengono definite mwam8eresie. La teologia ortodossa è ricca di dimostrazioni logiche basate sul "consenso dei padri" come di sopra riferito. Nonostante ciò, vi sono alcuni punti che gli ortodossi si rifiutano di approfondire, semplicemente perché pensano che un tentativo di maggior comprensione sia controproducente, improduttivo e porti a incomprensioni ed eresie, razionalizzando quanto da noi non può essere percepito e misurato con la mente.
Tali aree della teologia vengono indicate come "misteri". I misteri non sono scappatoie. Un esempio di scappatoia potrebbe essere una dichiarazione del tipo "Dio può fare quello che vuole" in risposta a una valida domanda teologica. Un mistero, d'altra parte, solitamente si presenta quando due punti assai logici non possono essere risolti assieme, eppure devono essere entrambi veri. Un buon esempio è il seguente:
Cristo è uomo vero e completo e Dio vero e completo.cite-ref-45[45] Egli è veramente presente come Gesù Cristo, eppure deve essere anche veramente onnipresente allo stesso tempo. La Vergine Maria diede vita a Dio incarnato ed è quindi la Madre di Dio, eppure Dio, che è infinito e senza tempo, non ha progenitori.
Allo scopo di spiegare logicamente la nostra salvezza, tutte queste cose devono essere accettate come assolutamente vere, eppure nessuna di queste può essere spiegata soddisfacendo la razionalità umana che si muove in un campo assai limitato. Qualsiasi tentativo di spiegazione porta a una delle molte eresie condannate dalla chiesa. Un esempio:
Cristo nacque uomo e venne fatto Dio dopo la sua morte o Cristo era Dio e pretese solamente di essere uomo o la Vergine Maria diede vita solo al Gesù umano (in tutti questi casi la natura umana non viene cambiata e la nostra salvezza non viene compiuta). Naturalmente la giustificazione che segue questi tentativi è sempre: "Dio può fare quello che vuole". Questo non è mai stato accettabile per i cristiani ortodossi che comprendono che certe cose non possono essere spiegate eppure devono essere vere. Tali realtà sono i misteri rivelati che non contraddicono ma superano di molto la nostra razionalità umana. L'eresia non è altro che il tentativo, non importa se in buona o cattiva fede, di abbassare il mistero rivelato imprigionandolo negli stretti limiti razionali. Questo comporta un "razionalismo teologico" in cui non è l'uomo che sale a Dio (accettando umilmente la sua rivelazione) ma è Dio che viene abbassato alla sola comprensione dell'uomo facendolo divenire, di fatto, un idolo. Comunque va detto che il termine "eresia" tecnicamente ha un suo significato e valore semantico storico.
La resurrezione
La resurrezione di Cristo è in assoluto l'evento centrale delle Chiese ortodosse, e viene compreso in termini totalmente letterali. Gesù Cristo, il Figlio di Dio, venne crocifisso e morì, discese negli inferi, combatté la morte e vinse. Attraverso questi eventi, Egli liberò l'umanità dai vincoli dell'inferno e ritornò ai viventi come uomo e Dio. Che ogni singolo essere umano possa condividere questa immortalità, che sarebbe stata impossibile senza la resurrezione, è la principale promessa fatta da Dio nel suo nuovo patto con l'umanità, secondo la tradizione cristiana ortodossa.
[In un modo o nell'altro, ogni festività dell'anno ecclesiastico ortodosso fa riferimento diretto o indiretto alla resurrezione. Ogni domenica dell'anno è dedicata alla celebrazione della resurrezione; molti credenti ortodossi si astengono dall'inginocchiarsi o prostrarsi di domenica, in osservanza di ciò (questo è stato stabilito dal mwansprimo concilio ecumenico). La tradizione ortodossa ha pochissima enfasi liturgica nella passione di Cristo, durante i giorni che portano alla crocifissione, preferendo vederla come dei passi fondamentali necessari verso la vittoria finale di alcuni giorni dopo. Analogamente la mwanwdivina liturgia pone l'accento sulla risurrezione piuttosto che sull'aspetto sacrificale, enfatizzato invece nella mwan0messa cattolica. La passione non è vista in senso umanistico (la contemplazione delle sofferenze, la venerazione delle piaghe) ma sentita come modello per l'auto-negazione ascetica che il fedele di religione ortodossa è chiamato a vivere nella sua ricerca di Dio. Come Cristo, il fedele muore ai criteri di questo mondo (che non conosce Dio) per poter risorgere con Lui gloriosamente].
Santi, reliquie e morti
Per la Chiesa ortodossa un santo è tale quando gode di Dio in Paradiso, indipendentemente dal fatto che sia riconosciuto o meno sulla Terra (opinione seguita anche dalla Chiesa cattolica e da altre chiese che ammettono il culto dei santi). Secondo questa definizione Adamo ed Eva, Mosè, i vari mwaoiprofeti, mwaommartiri della fede, gli mwaoqangeli e gli arcangeli, hanno tutti il titolo di "santo". Nella Chiesa ortodossa esiste un riconoscimento formale, detto "glorificazione", con il quale un santo viene riconosciuto dall'intera Chiesa. Non è però questo a "fare" un santo, ma semplicemente questo gli accorda un giorno nel calendario, in cui vengono celebrati dei servizi liturgici regolari in suo onore.
Recentemente, allo scopo di evitare abusi, il mwaoyPatriarcato ecumenico di Costantinopoli ha iniziato a seguire la duratura pratica di altre chiese locali, emanando speciali lettere encicliche (mwaoctomoi) nelle quali la Chiesa riconosce la venerazione popolare di un santo. La glorificazione solitamente avviene dopo che i credenti hanno già iniziato a venerare un santo. Esistono numerose prassi di venerazione locale per innumerevoli santi che non sono ancora stati riconosciuti dall'intera Chiesa ortodossa.
Un forte elemento a favore della glorificazione è la percezione della condizione "miracolosa" dei resti mortali (mwaokreliquie), anche se questo da solo non è considerato sufficiente. In alcuni paesi ortodossi è prassi di rimuovere le tombe dopo tre o cinque anni, a causa dello spazio limitato. Le ossa vengono lavate rispettosamente e poste in un ossario, spesso con il nome della persona scritto sul cranio. Occasionalmente, quando un corpo viene esumato avviene qualcosa ritenuto miracoloso, che mostra la santità della persona. Sono avvenuti numerosi episodi in cui le ossa esumate avevano improvvisamente sprigionato una fragranza di bontà indescrivibile, come se fosse un profumo di fiori; e talvolta si dice che il corpo sia stato trovato mwaooincorrotto, nonostante non sia stato mwaosimbalsamato (tradizionalmente gli ortodossi non imbalsamano i morti) e sia stato sepolto per tre anni. In alcuni casi il corpo incorrotto dei santi secerne un liquido balsamico: in questo caso il santo viene denominato mwaowmirovlita, vale a dire "colui che secerne il balsamo". Tra i mirovliti vi è mwao0Nicola di Mira, le cui reliquie sono conservate a mwao4Bari. Va rilevato che l'incorruttibilità e fragranza del corpo sono sempre state osservate anche in molti santi venerati dalla Chiesa cattolica.
Per gli ortodossi, corpo e anima compongono la persona, e alla fine, corpo e anima verranno ricomposti; quindi, il corpo di un santo condivide la santità dell'anima del santo. Anche il corpo è irradiato e santificato dalla grazia che ha santificato l'anima della persona ed è un veicolo di benedizione.
Poiché la Chiesa ortodossa non mostra reale distinzione tra i vivi e i morti, gli ortodossi trattano i santi come se fossero ancora in vita. Essi li venerano e richiedono le loro preghiere, e considerandoli fratelli e sorelle in Gesù Cristo. I santi sono venerati e amati e viene loro richiesto di intercedere per la salvezza, ma non viene loro data l'adorazione riservata esclusivamente a Dio, perché la loro santità deriva da Dio. Infatti, chiunque adori, invece che venerare, un santo, una reliquia o un'icona, è passibile di mwapescomunica. Come regola generale, solo il clero può toccare le reliquie, allo scopo di spostarle o portarle in processione, comunque, nella venerazione il fedele bacia le reliquie per mostrare amore e rispetto verso il santo e per essere da esse benedetto. Ogni altare in ogni Chiesa ortodossa contiene reliquie, solitamente di martiri. Gli interni delle chiese sono ricoperti da icone di santi, ma non sono ammesse rappresentazioni scultoree.
I sacramenti
La Chiesa ortodossa non ha mai definito dogmaticamente il numero ufficiale dei sacramenti, ma in tempi recenti li ha di fatto riconosciuto nel numero di sette (similmente alla Chiesa cattolica), ai quali aggiunge altri riti come la tonsura monastica, la benedizione delle acque, la consacrazione delle icone. In altre parole, la Chiesa ortodossa a differenza della Chiesa cattolica, non distingue fra sacramenti e sacramentali, distinzione questa conseguente alla mwaqescolastica medievale e quindi successiva ai tempi apostolici.
I sette sacramenti, detti anche "misteri" sono mwaqmbattesimo, mwaqqcresima, mwaqueucaristia (comunione), penitenza (confessione), mwaqyunzione degli infermi, mwaqcordine sacro, mwaqgmatrimonio.
Il battesimo è il sacramento che apre la porta a tutti gli altri. A differenza della Chiesa cattolica, che amministra il battesimo per infusione anche se prescrive come prima formula il battesimo per immersione e quello per infusione è l'"oppure", sebbene sia diventata nei fatti la regola tra i cattolici, la Chiesa ortodossa pratica questo rito con tre immersioni integrali del candidato nel fonte battesimale, e con la formula in terza persona "Il servo di Dio N. viene battezzato nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo. Amen", nella stretta osservanza della prassi dei tempi apostolici. È da rilevare che in greco mwaqobaptisma significa infatti "immersione", ragione che induce gli ortodossi a ritenere più corretto il mantenimento dell'antica prassi, in uso anche in Occidente prima dello scisma, come è provato dalla presenza di specifici edifici di culto in alcune chiese latine antiche, i battisteri. Tuttora il rito ambrosiano, fuori dall'ambito ortodosso, pratica il battesimo per triplice immersione, sebbene limitata all'occipite. La Chiesa ortodossa pratica il battesimo di infanti e adulti come momento in cui uno nasce in Cristo. La persona che entra nella vasca battesimale non è vista come quella persona che ne emerge. Perciò alla persona viene dato un nuovo nome, usando sempre ed esclusivamente il nome di un santo. Oltre ai compleanni, gli ortodossi celebrano l'onomastico di una persona che, per il suo legame con il battesimo e il santo protettore della persona, ha un profondo significato.
La cresima, equivalente della confermazione occidentale, è l'unzione che segue immediatamente il battesimo per donare al neofita lo Spirito Santo. Il rito è esteso su tutto il corpo con una serie di più unzioni col crisma benedetto dal vescovo. A differenza della Chiesa latina, il ministro ortodosso della confermazione è il sacerdote, il crisma è comunque sempre consacrato da un vescovo.
L'eucaristia è il sacramento che perfeziona il legame di comunione con Cristo, mediante la partecipazione al suo Corpo e al suo Sangue in cui si trasformano il pane e il vino consacrati dal sacerdote. Questo processo, chiamato trasmutazione, è l'equivalente della transustanziazione cattolica ma non è definita dogmaticamente. L'eucaristia è celebrata con pane di frumento fermentato e non pane azzimo e vino rosso mescolato con acqua tiepida all'interno di un calice. La comunione è amministrata dal celebrante sotto le due specie usando un lungo cucchiaino d'oro o altro metallo prezioso,cite-ref-sentieri-46-0[46] rispettando alla lettera il comando di Cristo "Prendete e bevetene tutti". Nell'Ortodossia le specie sono chiamate "Doni", mentre il pane benedetto ma non consacrato, che dopo si può dare anche ai non ortodossi, è chiamato "antidoro".cite-ref-sentieri-46-1[46]
Per ricevere l'eucaristia non si esige la capacità di distinguere il pane comune da quello trasmutato, tanto che la comunione viene amministrata subito dopo il battesimo.
Mentre i cattolici identificano con le parole di Cristo all'ultima cena la formula del sacramento che compie la transustanziazione, al contrario gli ortodossi identificano la trasmutazione nella conclusione del canone eucaristico, cioè l'epiclesi o invocazione dello Spirito Santo.
La penitenza o confessione è molto simile all'equivalente occidentale, anche se ognuno deve confessarsi col proprio "padre spirituale" e in assenza del classico confessionale a grata, introdotto solo in Occidente. Inoltre la confessione è priva del contesto legalistico peccato-pena tipicamente occidentale, vedendo nella confessione piuttosto una terapia per l'anima. Infatti, a differenza che nella Chiesa cattolica, il confessore non "assolve" il penitente dai peccati bensì recita una preghiera invocando il perdono divino.
L'unzione degli infermi è data liberamente anche a coloro che soffrono solo spiritualmente. Non è mai stata riservata solo all'ultima ora (come era, un tempo, nell'estrema unzione occidentale), ma al contrario è data anche a tutti i fedeli in occasioni in cui si richieda soccorso spirituale.
L'ordine sacro è il sacramento che permette la nomina dei ministri della Chiesa, nei tre gradi di vescovo, presbitero e diacono. Solo il vescovo è eletto fra celibi (nella fattispecie monaci), mentre sacerdoti e diaconi possono esser scelti fra clero celibe e sposato indifferentemente, purché non siano persone in seconde nozze e non si sposino dopo l'ordinazione. I ministri sono eletti solo fra i maschi.
Il matrimonio è il sacramento che unisce un uomo e una donna per sempre in un vincolo indissolubile d'amore. Per questo è assolutamente mongamico ed eterosessuale. Neppure la morte di uno dei due coniugi scioglie il vincolo del matrimonio. Solo il vescovo può decidere di ammettere i suoi diocesani a seconde o terze nozze che peraltro vengono celebrate con austerità. Ove sia assolutamente venuto meno l'amore coniugale può ammettersi il divorzio.
La Chiesa cattolica riconosce la validità delle ordinazioni conferite dagli ortodossi, anche dopo la divisione tra le due chiese nel 1054. Diversamente, quantomeno dal 1896 (per decisione di papa Leone XIII), non riconosce la validità (cioè la legittima successione apostolica) delle ordinazioni conferite dalla Chiesa anglicana, nata da uno scisma della Chiesa cattolica nel 1534. Al contrario, la Chiesa ortodossa di regola non riconosce i sacramenti amministrati al di fuori di essa, ritenendo che in essa sola sussista la vera Chiesa di Cristo. Talvolta per "economia" vengono sanati atti "sacramentali" compiuti al di fuori della Chiesa ortodossa, ma la regola è l'"acribia" (il rigore).
Le ultime cose
La Chiesa ortodossa insegna che, per coloro che credono, che amano Dio e che fanno il bene, la vita che seguirà la mwatarisurrezione dei morti e il mwateGiudizio finale sarà di una felicità ora inconcepibile, felicità che scaturirà dalla contemplazione di Dio nella luce e nella gloria e dall'unione con luicite-ref-47[47] Invece i non credenti e i trasgressori "saranno consegnati alla morte eterna, cioè al fuoco eterno, al tormento eterno, insieme ai demoni".cite-ref-48[48]
Secondo alcuni teologi ortodossi, il mwauaparadiso e l'mwaueinferno sono la stessa realtà: Cristo visto nella luce increata della sua divinità. Chi rifiuta l'amore e la misericordia divina, si pone in uno stato tale che l'esperienza della presenza divina verrà percepita come insopportabile e dolorosa. Questo è l'mwauiinferno il quale, però non è un luogo di assenza di Dio, ma uno stato umano in cui Dio non è goduto ma patito.cite-ref-49[49]cite-ref-50[50] Altri lo negano.cite-ref-51[51]cite-ref-52[52]
Gli ortodossi a volte distinguono i termini "mwavqAde" e "Paradiso", che riguardano lo stato transitorio dell'anima fra morte e risurrezione, dai termini "Inferno" e "mwavuCielo", che riguardano invece lo stato definitivo dell'anima riunita con il corpo risorto. Secondo tale distinzione, attualmente e fino al mwavyGiudizio finale stanno in Cielo solo Cristo e sua Madre, alla quale egli ha concesso la risurrezione del corpo; tutti gli altri defunti (anime soltanto) attendono la risurrezione generale. I martiri e i santi stanno essi pure, come anime ancora senza corpo, in Cielo, gli altri nel Paradiso o nell'Ade. L'Ade, che non è un luogo, è la condizione negativa dell'anima che, tormentata dalle peccaminose relazioni con Dio e con il prossimo, attende paurosa la risurrezione e il Giudizio, mentre il Paradiso è la condizione positiva dell'anima che, confortata dalle sane relazioni con Dio e con il prossimo, attende in pace gli stessi futuri avvenimenti. Alcune volte però si incontra l'uso di "Paradiso" per indicare il Cielo e l'uso di "Inferno" per indicare l'Ade.cite-ref-53[53]cite-ref-54[54]
La Chiesa ortodossa prega ripetutamente per i defunti. Dato che Gesù è rimasto nella tomba il Sabato Santo, si celebra più volte all'anno il Sabato delle Anime (in mwaxmgreco Ψυχοσάββατο).cite-ref-58[58]cite-ref-59[59] Nel Vespro di Pentecoste, si prega: "Tu, che in questa conclusiva e salvifica Festa Ti sei degnato di accettare suppliche propiziatrici per coloro che sono trattenuti nell'mwaxwAde, concedendoci grandi speranze che venga inviato un sollievo ai defunti dalle pene che li stringono e refrigerio da parte tua. Ascolta noi umili e meschini che Ti preghiamo e fa riposare le anime dei Tuoi servi che già si sono addormentati, in un luogo luminoso, in un luogo erboso, in un luogo di freschezza".cite-ref-60[60]cite-ref-escatologia-61-0[61]
L'ortodossia ritiene che, dopo la morte, l'uomo, nella sua ascesa a Dio, debba oltrepassare dei punti di blocco definiti come "stazioni di pedaggio". Nella sua salita verso Dio l'uomo incontra i "demoni dell'aria" ed è da loro provato, giudicato e tentato. Il giusto che ha vissuto santamente sulla terra attraversa velocemente queste prove senza alcun timore e terrore semplicemente perché, sulla terra, ha già superato vittoriosamente ogni tentazione che lo allontanava da Dio.cite-ref-62[62]
Per la Chiesa ortodossa, lo scopo della vita umana è la mwaysdivinizzazione, l'acquisto di una somiglianza a Dio, processo che può prolungarsi dopo la morte in uno stato che alcuni dottori della Chiesa ortodossa chiamano purgatorio, mentre altri fanno una distinzione fra la dottrina cattolica di purificazione e quella ortodossa di crescita.cite-ref-63[63]
Alcuni teologi ortodossi, come pure alcuni cattolici, quali mwazeHans Urs von Balthasarcite-ref-64[64] e mwazyRichard John Neuhaus,cite-ref-65[65] propongono l'mwazsapocatastasi, secondo la quale tutti saranno salvati, poiché il disegno salvifico non si può compiere se manca una sola creatura.cite-ref-66[66] Tale teoria, nella forma in cui mwa0aOrigene la propose, è ritenuta eretica dalla Chiesa ortodossa e fu condannata dal mwa0eConcilio di Costantinopoli II,cite-ref-67[67]cite-ref-pravoslavie-68-0[68] pur se si dubita se esso abbia emesso i noti XV Anatemi contro di lui.cite-ref-69[69]cite-ref-70[70]
La liturgia
Differenze con le altre confessioni cristiane
Differenze tra l'Ortodossia e le due confessioni di origine occidentale (mwa2qcattolicesimo e mwa2uprotestantesimo):
• la Chiesa ortodossa nel Credo niceno-costantinopolitano omette il mwa2gFilioque perché:
1. costituisce un'aggiunta al testo originale (composto nel mwa2sconcilio di Costantinopoli I) diffusa in Occidente contro l'avviso di mwa2wpapa Leone III e di altri papi;
2. non è conforme al Vangelo (Giovanni 15,26);
3. modifica le relazioni tra le Persone della mwa28Trinità e abbasserebbe lo mwa3aSpirito Santo;
4. significa che mwa3iDio non può salvare le anime cristiane, ciò può legittimare gli abusi, come le conversioni forzate o l'mwa3mInquisizione;
• la Chiesa Ortodossa rifiuta la dottrina di mwa3yAgostino d'Ippona sulla Grazia perché:
1. questa dottrina, molto personale, non è condivisa da tutti i mwa3kpadri della Chiesa d'Oriente e d'Occidente (principio di collegialità);
2. questa dottrina distrugge la libertà dell'uomo: se la Grazia fa tutto, cosa fa l'uomo?
• la Chiesa Ortodossa battezza per immersione perché:
1. è da tradizione sin dalle origini della Chiesa;
2. è il significato stesso del termine greco mwa4abaptizein;
3. simboleggia la totale adesione a Cristo e all'essere mwa4irivestiti di Cristo;
• la Chiesa Ortodossa ignora il concetto di mwa4uospitalità eucaristica perché:
1. nella sacra mensa è Cristo che mwa4goffre ed è offerto e che mwa4kriceve e distribuisce, come è recitato nella Liturgia, quindi nessun prete, vescovo o patriarca ha diritto a interporsi tra Cristo e la coscienza dei fedeli;
2. se una persona è in comunione con la Chiesa, non lo farà liberamente, ma questo approccio verrà sigillato dalla comunione eucaristica;
3. se una persona non è in comunione con la Chiesa, la sua coscienza viene rispettata e non può essere abusata, e la comunione non sarà per lei una condanna, perché nessuna eresia può oscurare il suo rapporto con mwa4wDio.
Nel 1961 la maggior parte delle Chiese Ortodosse aderisce al mwa44Consiglio ecumenico delle Chiese. Mantengono un dialogo ecumenico con la mwa48Chiesa cattolica e la mwa5aComunione Anglicana, pur non accettando gli usi e i concetti non tradizionali da loro adottati.
Differenze con la Chiesa cattolica
• Le Chiese ortodosse permettono l'ordinazione diaconale e presbiterale di uomini sposati. Sono tenuti al celibato e al voto di castità solo i sacerdoti celibi al momento dell'ordinazione e i monaci. I Vescovi vengono scelti solo tra i presbiteri celibi e tra i monaci.
• Le Chiese ortodosse considerano il mwa5upapa come il mwa5ypatriarca d'Occidente con un ruolo di primo piano nel mwa5cConcilio ecumenico, ma non come capo della Chiesa o Vicario di Cristo.
• Le Chiese ortodosse non accettano la dottrina concernente l'esistenza del mwa5kpurgatorio, l'eternità dell'mwa5oinfernocite-ref-escatologia-61-1[61], la processione dello Spirito Santo dal Figlio, divenute ufficiali in Occidente dopo la separazione del 1054. La Chiesa bizantina, inoltre, differisce dalla Chiesa latina in quanto non ammette la mwa58grazia creata, ma, piuttosto, crede che l'uomo sia reso partecipe delle energie divine increate.
A livello pratico, la Chiesa bizantina pratica in massima parte il mwa6erito bizantino, che prevede il mwa6ibattesimo per immersione, offre l'mwa6meucaristia ai fedeli con pane lievitato e vino in un cucchiaio e domanda il mwa6qcelibato solo ai mwa6umonaci e ai mwa6yvescovi, ma non ai mwa6cpresbiteri e ai mwa6gdiaconi non monaci. Questo rito, tuttavia, non è il solo praticato nell'ambito dell'ortodossia, né d'altra parte è praticato solo da essa, essendovi anche alcune mwa6kcomunità cattoliche orientali che lo praticano, così come tali comunità non applicano il celibato ecclesiasticocite-ref-71[71].
Condizioni per un'eventuale accettazione della Chiesa cattolica in seno all'Ortodossia
La mwa7aDonazione di Costantino è considerata da tutti, non solo dalla Chiesa ortodossa, come un falso. Oggi anche la stessa Chiesa cattolica la riconosce tale e non se ne parla in relazione alla reciproca comunione. Invece si domandaː
• abbandono del mwa7uDictatus Papae (per l'ortodossia solo un concilio ecumenico può avere una tale autorità) e rifiuto dell'mwa7yinfallibilità papale;
• revisione della mwa7griforma gregoriana, considerata dai cristiani ortodossi come una forma di autoritarismo spirituale. Tale riforma prevede anche il celibato di tutti i sacerdoti;
• organizzare a mwa7oRoma un VIII mwa7sConcilio ecumenico per stabilire l'unità.
Nonostante le difficoltà, l'mwa70ecumenismo favorisce il dialogo tra le due Chiese.
Il 1º dicembre 2006 mwa8qpapa Benedetto XVI e il patriarca Bartolomeo I sottoscrivono una dichiarazione di intenti che per la prima volta definisce entrambi «Pastori nella Chiesa di Cristo», in rapporto al principio mwa8umwa8yExtra Ecclesiam nulla salus.cite-ref-72[72]
Elenco delle Chiese ortodosse
La Chiesa ortodossa è un insieme di Chiese autocefale o autonome, in comunione reciproca.
Chiese autocefale
Patriarcati dell'antica pentarchia
• mwa-gCostantinopoli (mwa-kPatriarcato Ecumenico di Costantinopoli)
• mwa-sAlessandria (mwa-wChiesa greco-ortodossa di Alessandria)
• mwa-4Antiochia (mwa-8Chiesa greco-ortodossa di Antiochia)
• mwa-eGerusalemme (mwa-iChiesa greco-ortodossa di Gerusalemme)
mwa-uPatriarcati moderni
• mwa-gPatriarcato di Mosca (mwa-kChiesa ortodossa russa)
• mwa-sPatriarcato di Sofia (mwa-wChiesa ortodossa bulgara)
• mwa-4Patriarcato di Belgrado (mwa-8Chiesa ortodossa serba)
• mwbaeChiesa ortodossa georgiana
• mwbamChiesa ortodossa romena
Le altre Chiese nazionali autocefale
• mwbakChiesa ortodossa di Cipro
• mwbasChiesa ortodossa greca
• mwba0Chiesa ortodossa polacca
• mwba8Chiesa ortodossa albanese
• mwbbmChiesa ortodossa dell'Ucraina (autocefalia accordata dal mwbbqpatriarcato ecumenico di Costantinopoli ma non accettata dal mwbbupatriarcato di Mosca)
• mwbbcChiesa ortodossa in America (autocefalia accordata dal mwbbgpatriarcato di Mosca ma non accettata dal mwbbkpatriarcato ecumenico di Costantinopoli)
• mwbbsChiesa ortodossa macedone
Chiese autonome
• Chiesa ortodossa del Monte Sinai (sotto il patriarcato di Gerusalemme)
• mwbceChiesa ortodossa finlandese (sotto il patriarcato di Costantinopoli)
• mwbcmChiesa ortodossa estone (chiesa semi-autonoma sotto il patriarcato di Mosca)
• mwbcuChiesa ortodossa apostolica estone (sotto il patriarcato di Costantinopoli) (autonomia accordata dal mwbcyPatriarcato ecumenico di Costantinopoli ma non riconosciuta dal mwbccpatriarcato di Mosca)
• mwbckChiesa ortodossa bielorussa (sotto il patriarcato di Mosca)
• mwbcsChiesa ortodossa moldava (sotto il patriarcato di Mosca)
• mwbc0Metropolia di Bessarabia ( sotto la mwbc4Chiesa ortodossa rumena )
• mwbdaChiesa ortodossa russa fuori dalla Russia (sotto il patriarcato di Mosca)
• mwbdiChiesa ortodossa giapponese (sotto il patriarcato di Mosca)
• Chiesa ortodossa cinese (sotto il patriarcato di Mosca) - sostanzialmente defuntacite-ref-73[73]
• mwbdoChiesa ortodossa lettone (sotto il patriarcato di Mosca)
• mwbdwChiesa ortodossa ucraina (sotto il Patriarcato di Mosca)
• Chiesa ortodossa nordcoreana (sotto il Patriarcato di Mosca)
• Metropolia dell'Europa occidentale (sotto il patriarcato di Mosca) (Giurisdizione non universalmente riconosciuta)
• Arcivescovado ortodosso di Ocrida (sotto il patriarcato serbo ortodosso di Belgrado)
Chiese scismatiche o in controversia con l'ortodossia
Chiese "resistenti"
Queste chiese sono dette "resistenti" in relazione a ciò che percepiscono come gli errori del mwbeumodernismo e dell'mwbeyecumenismo delle chiese ortodosse maggioritarie, ma non si ritengono scismatiche.
Non concelebrano la divina liturgia con le principali chiese ortodosse sebbene siano all'interno dei limiti canonici della Chiesa, cioè mantengono la fede ortodossa, la successione episcopale legittima e comunità con continuità storica. Hanno rapporti con i fedeli da tutte le giurisdizioni canoniche e sono riconosciute dalla mwbegChiesa ortodossa russa fuori dalla Russia.
• Chiesa greco ortodossa mwbesvecchio calendario moderato Santo Sinodo in resistenza
• Chiesa ortodossa romena mwbe4vecchio calendario
• Chiesa ortodossa di Bulgaria mwbfavecchio calendario
Chiese che si sono volontariamente "murate"
Queste chiese non sono in comunione con le altre giurisdizioni ortodosse e non si riconoscono fra loro:
• Chiesa dei genuini cristiani ortodossi di Greciacite-ref-74[74]
• mwbf0Vecchi credenti
• Chiesa Ortodossa Essenacite-ref-75[75]
Chiese nazionali in polemica con quelle "ufficiali"
• Chiesa ortodossa in Italia (guidata dal metropolita Antonio De Rosso fino alla sua morte avvenuta nel 2009)
• Chiesa ortodossa bulgara - Sinodo alternativo
• Chiesa russo-ortodossa in America
Altre Chiese che si chiamano ortodosse
• Chiesa cattolica ortodossa evangelica in America
• Chiesa ortodosso-cattolica d'America
• Chiesa della Santa Fede dell'oriente cristiano
• Chiesa apostolica ortodossa
• Chiesa russo-ortodossa antica
Altre Chiese orientali
Non appartengono a questa mwbh0comunione altre Chiese orientali che a volte vengono definite "ortodosse":
• la mwbiamwbieChiesa assira d'Oriente e lmwbii'mwbimmwbiqAntica Chiesa d'Oriente, che si considerano (come si considera pure la mwbiuChiesa cattolica caldea) continuazione della mwbiyChiesa d'Oriente;
• le mwbigmwbikChiese ortodosse orientali come sono dette attualmente (mwbioOriental Orthodox Churches, mwbisÉglises orthodoxes orientales, mwbiwIglesias ortodoxas orientales, mwbi0orientalisch-orthodoxe Kirchen), un tempo definite (in riferimento al mwbi4concilio di Calcedonia, quarto mwbi8concilio ecumenico) "non calcedoniane", "pre-calcedonesi", "anticalcedoniane", "mwbjamonofisite", "antiche orientali", "orientali minori",cite-ref-cmc-2-2[2] come la mwbjuChiesa copta e la mwbjyChiesa armena, in mwbjccomunione tra di loro, che riconoscono la validità solo dei primi tre mwbjgconcili ecumenici.
• le mwbjomwbjsChiese cattoliche orientali: Chiese che hanno riti liturgici e discipline pressoché identici o alla Chiesa ortodossa, o alle Chiese ortodosse orientali o alle Chiese connesse storicamente con la Chiesa d'Oriente, ma che sono in piena comunione con il mwbjwsuccessore di Pietro. A volte chiamate "Chiese uniate", esse attualmente considerano dispregiativo e non privo di venature offensive questo termine.
• comunità ecclesiali tradizionaliste o nazionaliste della tradizione della Chiesa ortodossa ma non in comunione con essa, spesso perché la loro mwbj4autocefalia non è riconosciuta da essa, almeno non universalmente (come la mwbj8Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Kiev), o perché sono in polemica per l'adozione del mwbkacalendario gregoriano. Vedi la mwbkesezione dedicata.
Quadro storico
Principali
rami della cristianità
Restaurazionismo
Anabattismo
Protestantesimo
Anglicanesimo
Via media
Vetero-cattolicesimo
(Riti occidentali)
Cattolicesimo
(Riti orientali)
Ortodossia
Monofisismo
Chiesa d'Oriente
Riforma protestante
(
XVI secolo
)
Grande Scisma
16 luglio
1054
Concilio di Efeso
431
Concilio di Calcedonia
451
Cristianità antica
Uniati
Note
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cite-note-88. ↑ Vedi mwboaCanone romano#Testo
cite-note-99. ↑ Da notare che la Chiesa cattolica, senza con ciò esprimere un giudizio sulla loro effettiva ortodossia, accetta nelle relazioni con esse l'autodenominazione usata dalle singole Chiese antiche: mwboqPontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità delle Chiese, Dialogo con le Chiese Ortodosse Orientali.
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Bibliografia
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Voci correlate
• mwbqoCristianesimo orientale
• mwbqwDefinizione di Calcedonia
• mwbq4Doxastichon
• mwbriEuchologion
• mwbrqChiesa cattolica
Altri progetti
Altri progetti
• Wikiquote
• Wikiversità
• Wikimedia Commons
• Wikiquote contiene citazioni sulla Chiesa ortodossa
• Wikiversità contiene risorse sulla Chiesa ortodossa
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla Chiesa ortodossa
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itortodossa, Chiesa, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaChiese ortodosse, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
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Siti d'approfondimento
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